lunedì, 25 febbraio 2008

ATTENTI ALLE SPINE!

Qualche giorno fa, mentre passavo la scopa elettrica, mi sono accorto che la spina elettrica aveva una forma particolare. Assomiglia molto ad una presa F definita CEE 7/4 e comunemente chiamata schuko, contrazione di Schutzkontakt, che significa "contatto di protezione" (conosciuta anche come presa tedesca) che in fatto di sicurezza pare rappresenti lo stato dell'arte. Attualmente, anche in Italia, molte apparecchiature sono vendute una presa CEE 7/7 in plastica stampata (non smontabile).

L'oggetto della mia curiosità è rappresentato dal fatto che la spina della mia Colombina DELONGHI, non possiede il terminale per la "messa a terra" poiché la base circolare ha fori e intagli in grado di farla scorrere fra i contatti di terra delle prese tipo "schuko", anche se non viene stabilita una connessione elettrica con la messa a terra dell'impianto elettrico.

Ciò è assolutamente incredibile. Da alcuni anni siamo costretti a comprare adattatori su adattatori di questo tipo per poi avere minori garanzie di sicurezza. Le spine tradizionali, le cosidette "Italiane" a tre poli, hanno sempre la predisposizione per la messa a terra.

Guardando gli altri elettrodomestici con attenzione, mi sono accorto che casa mia è disseminata di queste spine assurde che obbligano a montare adattatori (5-6 €) che non migliorano la sicurezza.

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martedì, 15 gennaio 2008

MoSE: Parte I_Le Illegalità Civili

Vorrei approfondire la questione veneziana "MoSE" iniziando, in questa "Parte I", a trattare le illegalità civili, per poi, successivamente, concentrarci sulle questioni etiche ed infine su quelle prettamente tecniche.

Tre livelli d’illegalità contrassegnano la vicenda del MoSE.

1)Non esiste un progetto esecutivo del complesso di opere di cui si è iniziata la realizzazione, obbligatorio per legge.
INFATTI
non si sa ancora se l'opera costerà 4 o 5 bilioni di euro, e a quanto ammonteranno i costi di manutenzione annui.

2) L’unica esistente valutazione d’impatto ambientale, obbligatoria per legge, è negativa (sebbene il decreto che la ratificava sia stato annullato dal TAR per ragioni formali).
INFATTI
- Il 20 luglio 2006 la Commissione Ambiente del Senato ha approvato una risoluzione che, facendo proprie le osservazioni critiche e preoccupazioni avanzate dal Sindaco e dal Consiglio comunale di Venezia per il pesante impatto ambientale del Mose, invitava il governo ad avviare una verifica tecnica delle proposte di revisione progettuale degli interventi alle bocche di porto". 
- Ricordo che l'opera in questione non è provvista della necessaria Valutazione di Impatto Ambientale, a seguito dell'annullamento disposto dal Tar Veneto (22 giugno 2000) del decreto negativo di compatibilità ambientale del 1998, per difetto di forma dovuto alla difformità fra il parere positivo della Soprintendenza di Venezia e quello negativo del Ministro dei Beni Culturali.
- E proprio per tale pronunciamento del Tar, il Consiglio dei Ministri nel marzo 2001 ribadì la necessità, una volta esauriti gli approfondimenti progettuali, di applicare il DPCM 27 settembre 1997, che prevede una valutazione di impatto ambientale (ai sensi dell'art. 6 della L 349/86).
- Non si comprendono allora i motivi della recente approvazione a maggioranza, in Consiglio dei Ministri, per procedere alla realizzazione del MoSE, pur in assenza di una valutazione ambientale e con parere contrario del ministro competente su questa delicata materia, regolata anche dal diritto comunitario.
- Si tenga presente che il MoSE è attualmente il più grande cantiere d'Europa ed uno dei più grandi del Mondo.

3)Il Consorzio Venezia Nuova non avrebbe più potuto, per la legge 24 dicembre del 1993, n°527, (in particolare comma 11 dell'art.12) essere “concessionario unico” per gli studi, le sperimentazioni, le progettazioni e l’esecuzione dei lavori.

Il MoSE in NOMI E COGNOMI:

Il MoSE rappresenta il Capolavoro dell’allora Doge Gianni De Michelis, esponente di spicco del Governo e del Partito degli Affari degli anni ‘80, che introdusse, nella seconda legge speciale per Venezia, la n. 798/84, la possibilità di dare IN DEROGA A TUTTA LA LEGISLAZIONE SUI LL.PP. in concessione UNICA ad un UNICO soggetto gli studi, le progettazioni e le opere per la salvaguardia di Venezia e della sua laguna di competenza statale.
Guardacaso, il CONSORZIO VENEZIA NUOVA, potente pool di imprese ingegneristiche, si era appena costituito.
La parte del leone nel C.V.N. - all’epoca - la faceva Impresit, poi diventata, cambiando nome ed in parte assetto societario, Impregilo - emanazione della Fiat.

Ora la maggior parte delle sue quote, a testimoniare il disimpegno Fiat nell’area, sono state acquistate dalla Impresa Costruzioni Ing. E. Mantovani Spa, che detiene complessivamente il 32% delle quote del pool di imprese concessionario unico, e che, in pratica, con l’entusiastico appoggio del governatore Galan, detiene il monopolio di tutte le grandi opere del Veneto. Presidente e colonna portante della Mantovani è l’Ing. P. Baita, coinvolto e poi assolto in Tangentopoli in quanto Direttore del "Consorzio Venezia Disinquinamento" . Presidente del C.V.N. è il padovano Ing. Mazzacurati, che ai tempi della costituzione del consorzio era direttore tecnico.

Dunque:
I° Caso anomalo: Sistema della Concessione Unica.
II° Caso anomalo: Il concessionario è un tutt'uno con l'istituzione statale che assegna i lavori e che lo dovrebbe controllare, il Magistrato delle Acque di Venezia.
III° Caso anomalo: il compito di salvaguardia dell'ecosistema più delicato al mondo è affidato al Ministero delle Infrastrutture, che di solito fa strade e ponti, e non ad una Autorità di Bacino dipendente dal Ministero dell’Ambiente, così come prevede la legislazione esistente sul regime dei suoli e delle acque.

Persino l’I.U.A.V (la prestigiosa facoltà di Architettura) che ha sempre rappresentato un punto di vista tecnico/scientifico critico in città, per quanto riguarda il futuro urbanistico e di sviluppo di Venezia, è stata praticamente comprata dal Consorzio Venezia Nuova. C’è una convenzione milionaria (650 milioni di €) tra I.U.A.V. e C.V.N. per consulenze e la progettazione di opere di abbellimento e di mitigazione dell’impatto ambientale.
Opere che gli ambientalisti hanno definito i “mutandoni del Mo.SE” e che alla fine di marzo del 2006 la stessa Soprintendenza ai Beni Ambientali ed Architettonici ha bocciato.
Altro ente che si configura in questo scenario è il CORILA, che si autodefinisce super partes (ma da quello che vidi a Venezia il luglio scorso, in occasione del convegno Coastal Structures, non mi pare affatto) ed indipendente dal concessionario e dal M.A.V.
CORILA è un’associazione (Università Ca’ Foscari di Venezia, l’Università I.U.A.V. di Venezia, I’Università di Padova e il Consiglio Nazionale delle Ricerche). Ente no-profit vigilato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), costituisce il punto di riferimento per gli studi scientifici sulla laguna di Venezia. È stato fondato nel 1999 per coordinare e gestire le ricerche, fornendo un supporto informativo agli organismi politici e alle pubbliche amministrazioni incaricate di stabilire le politiche per la salvaguardia. II primo Programma di ricerca (2000-2003) è costato circa 10,8 milioni di euro, di cui quasi il 60% e stato finanziato dal MUR attraverso la Legge Speciale. II secondo Programma di ricerca (2004-2007) ha un contributo della Legge Speciale di circa 6 milioni di euro. Il Corila è sul “libro paga” del Magistrato alle Acque (M.a.v) – Consorzio Venezia Nuova: ha in carico il monitoraggio dei lavori in laguna. Contemporaneamente, in quanto struttura del Ministero dell’Università e della Ricerca, gli viene richiesto di esprimersi sui progetti alternativi al Mo.S.E. proposti dal Comune; naturalmente il parere è negativo, anche se questo non convince il Ministro Mussi, il quale voterà contro alla delibera proposta da Di Pietro e Prodi nella seduta del Consiglio dei ministri del 10 novembre scorso che dà il via libera al Mo.S.E.. Del resto in Consiglio d’Amministrazione del Corila ci sta pure il presidente del M.A.V. ing. M. Giovanna Piva, che è l’ente committente dei lavori per il Corila, come pure il prof. F. Indovina, pure consulente del C.V.N., e il prof. G. Zanetto, ex assessore all’Ambiente del Comune di Venezia nella seconda metà degli anni ’90 e barone universitario dell’entourage di P. Costa che, ricordiamolo, fu pure Rettore di Ca’ Foscari.

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mercoledì, 09 gennaio 2008

dejà vu

Non mancava che questo blog a ricalcare la questioni rifiuti in Campania. E allora, eccoci.

Di seguito non la si definirà emergenza perchè vorrei continuare a dare al termine "emergenza" ancora il proprio carattere di straordinarietà e imprevedibilità, proprio di una situazione emergente. E 15 anni di malgestione non sono un fatto emergente, appunto.

Ho visitato il blog di Bassolino, il GOVERNATORE.

Dice che ha letto l'articolo del Corriere della sera intitolato "Rifiuti: se Napoli copiasse Venezia".
Dice che da anni sta cercando di fare un sistema di gestione dei rifiuti come quello.
Dice "...Ecco perché continuo a insistere sulla necessità di agire con senso di responsabilità. Tutti noi ormai sappiamo che il problema si può risolvere. E sappiamo anche come. Ora bisogna togliere i rifiuti dalle strade e andare avanti completando gli impianti e potenziando la raccolta differenziata. Chi si sottrae a questo dovere, in nome di un qualunque interesse che non sia quello generale, si assume una grave responsabilità...".

Riguardo a questo non avevo dubbi: mi riferisco al fatto che Bassolino dice, dice, dice.

Per quanto mi riguarda, sono sconcertato dal fatto che è stato votato, rivotato e strarivotato DEMOCRATICAMENTE.

L'approccio ETICO nel panorama "rifiuti campani" è completamente fuorviato.
A partire dai rifiuti, che non sono tutti campani...

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mercoledì, 19 dicembre 2007

Commossi per la (finta) Moratoria ONU

E' incredibile!

Ho visto gente commossa per la approvazione della risoluzione di moratoria universale contro la pena di morte dell'Assemblea Generale dell'ONU.

104 voti favorevoli, 54 contrari e 29 astenuti.

Gli 83 Paesi che non hanno firmato la moratoria sono proprio quelli dov'è praticata la pena di morte!

Nessuno ha pensato a fare una moratoria sull'aborto? Lì basterebbe anche un solo Paese a sottoscriverlo per salvare migliaia di vite, migliaia di NOI.

Ci pensate: la differenza tra chi oggi c'è e chi no, sta nell'aver fatto o meno i conti con la pillola.

Sino a qualche decennio fa c'erano popoli che sterminavano altri popoli.

Oggi c'è il genocidio del fai da te; il genocidio della porta accanto; il genocidio censurato.

Nemmeno più il disturbo del medico (quando va bene): con la pillola non costi nulla alla sanità pubblica.

In nome della salvaguardia della donna, che non ha nulla a che vedere con la sua salute e con il suo essere donna.

Il Corriere della sera riferisce: "Da giugno 2006 a luglio 2007 sono state vendute in Italia 356mila pillole del giorno dopo. Quasi mille al giorno. Oltre la metà delle acquirenti ha meno di vent’anni (55%), il resto delle pillole è andato alle signore dai 20 ai 50 anni (45%)".

MILLE AL GIORNO.

"L'aborto è il più grande distruttore della pace perché, se una madre può uccidere il suo stesso figlio, cosa impedisce che io uccida te e che tu uccida me? Non c'è più nessun ostacolo". (MADRE TERESA DI CALCUTTA)

"Basterebbe un giorno senza nessun aborto e Dio concederebbe la pace al mondo fino al termine dei giorni". (SAN PADRE PIO - risposta ad una domanda del Dott.Lotti)

"Mi sembra chiaro come la luce del giorno che l'aborto è un crimine". (MAHATMA GANDHI)

domenica, 09 dicembre 2007

Stipendio dottorato di ricerca

Il problema del basso stipendio di chi fa il dottorando sta nel fatto che metà di questi lo fa GRATIS (senza borsa) per cui chi ha la fortuna di avere la borsa non può nemmeno lamentarsi. Come dire: ci tengono in perenne stato comatoso.
E poi con la disoccupazione che c’è in giro, non si corre il rischio di non avere nuove reclute. Diciamoci la verità: molto spesso il dottorato rappresenta la zattera di salvataggio per tanti che non sanno proprio dove andare a sbattere la testa.
E’ difficile che chi è figlio di imprenditore vada a fare il PhD.
In una siffatta condizione, come si può sperare che le condizioni migliorino?
Intanto proporrei di eliminare i posti a concorso senza borsa (perchè tanto si sa: in Italia un dottorando non continua semplicemente una formazione, ma fa mille altre cose (assistenza didattica, tecnico di laboratorio, aiuto scrivano ect.) cioè: LAVORA. E si sa: l’operaio è degno della sua mercede (in Italia è stato convertito in: il dirigente è degno della sua mercedes).

venerdì, 30 novembre 2007

non tutto il mondo è paese

La questione degli inceneritori (pardon, termovalorizzatori) è un problema atavico. Non tutto il mondo è paese. E non tutte le soluzioni possono essere universalmente valide. A meno che non si cambi universalmente modo di pensare.

Se l'idea, purtroppo alquanto utopica vista la realtà, sarebbe quella di non generare rifiuti (l'unico modo per risolvere il problema rifiuti è non crearli - e a tal proposito vi sono idee eccezionali sponsorizzate anche in questo blog) tuttavia penso che nel frattempo bisogna operare un intervento di mitigazione.

Riferendomi alla situazione della Campania, dico: se questa regione sta 20 anni indietro col problema rifiuti, probabilmente una soluzione vecchia di 20 anni, quale quella dell'inceneritore, ma possibilmente con tecnologie moderne, può rappresentare una soluzione tampone.

Daltronde, se è vero che da questo impianto fuoriesce diossina et. al., quanta se ne produce con tutti i rifiuti normalmente dati alle fiamme per le strade, a pochi metri da orti, asili ed abitazioni?

mercoledì, 28 novembre 2007

Grazie. Ai petrolieri.

Vorrei tranquillizzare tutti gli ambientalisti: finalmente la questione ambientale sembra aver congruentemente fatto breccia nel cuore della società e del mondo economico. Di chi è il merito? Dei petrolieri, si capisce. Chi è in buona fede non si illuda. Nella salvaguardia dell'ambiente non c'è niente di etico. C'è solo business, business, business.

Il connubio "ENERGIA & AMBIENTE"o il duale "AMBIENTE & ENERGIA", costantemente, ininterrottamente, instancabilmente propinatoci da enti pubblici (università comprese), aziende, informativa sociale ect. ne è la prova più evidente. Dalla salvaguardia ambientale e dalla politica energetica ne trarranno beneficio proprio gli industriali, i gestori della rete elettrica, i vecchi lupi travestiti da agnellini ecologisti.

La problematica energetica è abbastanza complicata. Chi è convinto di avere la soluzione perfetta al problema faccia un passo indietro e ripensi attentamente da chi l'ha saputa.

Le informazioni sono date dagli uomini; la fisica è data dalla natura.

L'energia solare e le altre rinnovabili, quale problema vanno a risolvere?

mercoledì, 14 novembre 2007

La Società del Credito

Talvolta immagino cosa sarebbe il mondo senza le società di credito, i "tassi zero", i "prendi oggi e paghi tra sei mesi", i "30000 euro subito per te anche se sei pignorato".
Talvolta penso che avere un LCD nuovo in casa (categoricamente da pagare a maggio 2008) fa molto chic , moderno, al passo coi tempi. L'auto nuova comprata con un incredibile tasso zero (e TAEG al 30%) fa di ogni uomo un uomo più felice.
Nei vecchi bugigattoli poco fuori il centro, qui a Napoli, trovo ancora dei cartelli con l'effige di Totò che mima "Qui non si fa credito a nessuno", o Peppino De Filippo che sfumetta "All'amico non prestar denaro. Si dimentica. Se ti vede cambia vico: perdi il denaro e anche l'amico".
La filosofia dei moderni centri commerciali è completamente opposta: la nostra è la Società del Credito (o del debito, come dir si voglia).
I nostri nonni spesso non avevano l'auto nuova in garage o il cellulare di tendenza ma riuscivano non di rado a far studiare, sposare e sistemare, magari anche in modeste case di proprietà, i giovani figliuoli. Oggi 'sti figliuoli rimangono "bamboccioni"(cfr. Padoa Schioppa) sino a 35 anni a casa dei propri, che naturalmente hanno l'LCD e l'auto ecoincentivata in garage...

lunedì, 29 ottobre 2007

"L'acqua in più e l'acqua in meno": parte I

Il 25 e 26 Ottobre scorso la Reggia di Caserta é stata teatro di un convegno sul problema della difesa delle acque e dalle acque, fortemente voluto dalla sezione campana dell'Associazione Idrotecnica Italiana, dall'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Caserta e dalle facoltà di ingegneria dell'Università Federico II di Napoli e della Seconda Università di Napoli.

Questo che segue è una sintesi di quanto avvenuto nella prima delle due giornate di riunione.

Ad aprire il convegno è stato l'organizzatore Prof. Ing. G. De Martino, presidente della sezione campana dell'AII, a cui sono susseguiti il presidente generale dello stesso ente, il presidente dell'ordine degli ingegneri casertani, il sindaco di Caserta, il presidente della provincia. In particolare è stato l'intervento dell'On.le De Franciscis a destare una inaspettata sorpresa. Il suo discorso, tra l'altro riportato su alcune testate giornalistiche locali, si é aperto subito con una chiara delucidazione circa la realtà che ha incontrato ed incontra nell'affrontare i grandi temi politici, quali la gestione dell'acqua e dei rifiuti. Subito ha spiegato come la soluzione delle problematiche campane siano affette da sindrome di castello kafkiano. In particolare su quest'ultimo ha esordito dichiarando che per discutere di rifiuti deve rivolgersi a tre commissari straordinari, ad una molteplicità di altri personaggi nelle P.A. e ad una veggente... Questa sua illustrazione ha certamente lasciato un tono di compassionevole comprensione nel pubblico. Forte di ciò, il presidente della Provincia ha incalzato introducendo nel suo forbito discorso i fattori "N" , "Z", "gamma" e "beta". Il fattore N è Napoli, che riceve acqua dalle sorgenti dell'alto casertano e in cambio rifornisce di rifiuti le province adiacenti. Il fattore Z, non confessato dallo stesso De Franciscis ma facilmente comprensibile per i riferimenti alle attività di missionari e vescovi contro la privatizzazione dell'acqua, dovrebbe riguardare padre Alex Zanotelli. In questo strano linguaggio in codice, che mi é sembrato un eccezionale modo per fare nomi e cognomi senza farne, i fattori gamma e beta, invece, dovrebbero appartenere a sindaci e personaggi politici, stavolta, però, non immediatamente identificabili. Una cosa è certa: il Presidente non ha parlato di fattore "C". C come Caserta, Camorra o altro...

Un intervento altrettanto rilevante, ma fuori programma, è stato quello del prof. Oreste Greco, ex preside della facoltà di Ingegneria di Aversa, il quale, riallacciandosi alla frase dell'attuale preside prof. Di Natale - che ricordava come tutti (riferendosi agli accademici) provenissero dalla stessa quercia della facoltà napoletana - ha incarato la dose in difesa del fattore N, essendo un napoletano verace e già consigliere dell'ordine degli ingegneri di Napoli. L'ex preside, che ha guidato sin dalle origini la facoltà di Ingegneria di Aversa, ha ricordato l'onore che la SUN riveste nel chiamarsi Seconda di Napoli, che la facoltà Fedriciana è per tutti un modello da seguire e che i collegamenti con l'ateneo partenopeo dovrebbero tosto rafforzarsi ulteriormente.

L'apertura dei lavori vera e propria è avvenuta con il gentilissimo prof. Ing. Rasulo, con il suo intervento su "Le aree a rischio allagamento: dalla delimitazione alla messa in sicurezza". Ci tengo a sottolineare un paio di espressioni, che gli costeranno caro perchè il sottoscritto, intrattenendolo per delucidazioni, gli farà saltare il primo turno di pranzo. La prima frase, da inserirsi in un contesto più ampio, è stata: "...in attesa che si decida di fare qualcosa per Sarno...". La seconda è stata: "I fondi da stanziare saranno per le zone in pericolo o per quelli che saranno in pericolo anche dopo gli interventi di messa in sicurezza?". Un problema atavico.

A seguire, il prof. Giugni "Sul deflusso minimo vitale" ha illustrato la difficoltà di definire questo parametro, che spesso è basato sullo studio di alcuni bioindicatori (trote). Le metodologie impiegate in letteratura sono quella svizzera, che impiega il Q347 (la portata che defluisce 347 gg/anno); quella francese (che calcola il deflusso minimo come il 10% della media annua); quella statunitense (che usa a Q7-10, cioè la portata valutata in un intervallo di 7 gg con periodo di ritorno 10anni).

Il prof. Di Natale ha proposto i suoi recenti studi sulla distrettualizzazione ottimale delle reti idriche per il controllo delle perdite, con un sistema sperimentale per il telecontrollo già attualmente installato nel sito pilota di Monteruscello (NA). Da apprezzare la disponibilità del preside Di Natale a condividere i risultati sin ora ottenuti, ad integrarli con il lavoro altrui e a stabilire collaborazioni con altre facoltà.

Nel pomeriggio una serie di interventi programmati come sezione "poster" sono stati tenuti da diversi docenti delle facoltà di Napoli, SUN, Salerno, Cassino, Palermo, Bari ect.

"L'acqua in più e l'acqua in meno": parte II

La "Tavola Rotonda" del 26 Ottobre è stata un momento eccezionale per comprendere la filosofia di alcuni temi che interessano il mondo dell'idraulica e delle costruzioni idrauliche.

Uno degli interventi più interessante è quello del prof. Dadeppo. Il docente della facoltà di ingegneria di Padova ha infatti ricordato come in Italia la penuria d'acqua non è dovuta alla mera mancanza della stessa. Infatti vi sono ben 300 milirardi di mc (con uno scarto annuo del +/- 20%) di pioggia meteorica annua contro solo 35 miliardi di mc richiesti per uso potabile, irriguo ed industriale. Il volume totale di invasi italiani è di 14 miliardi di mc. Il problema consterebbe, dunque, nella mancanza di riserve.

Il prof. De Marinis ha sottolineato come in ingegneria civile-idraulica non ci si può affidare solo alle formule ma è necessario far riferimento anche al buon senso. Il docente ha lasciato un esempio pratico, con riferimento ad un reale corso d'acqua, per spiegarsi. Con riferimento alla stima del deflusso minimo vitale, se ci si affidasse al Q7-10 per il Rio Peschiera, un corso d'acqua nel quale fluiscono in maniera quasi costante 20mc /s, il Q7-10 sarebbe uguale a Q. Non solo. Il deflusso minimo non riguarda solo la sopravvivenza delle specie ittiche ma deve riguardare più in generale la propagazione del cuneo salino o la portata minima per il funzionamento delle eventuali centrali idroelettriche.

Altro tema trattato è stato quello dei limiti amministrativi sui bacini idrografici. La spinta federalistica ha permesso a regioni e provincie a statuto speciale di mantenere il controllo sui propri bacini senza la possibilità di creazione di Autorità di Bacino Idrografici "super partes". Questo implica che regioni come il Trentino facciano ciò che vogliono sulle proprie acque, impedendone la regolazione dei deflussi e la gestione delle risorse per le regioni più a valle. A queste rimangono solo le inondazioni (Firenze '66 ect).

Il prof. Paoletti ha proposto un tormentato quesito: "Gli strumenti legislativi e le pianificazioni che ne derivano perchè non vanno avanti?"

Il prof. Versace, ordinario di costruzioni idrauliche all'università di Salerno, in risposta all'intervento del prof. Dadeppo, afferma che "fare dighe non risolve il problema". E necessario che l'acqua scorra nei fiumi per fini ecologici, ricreazionali, di paesaggio ect.

L'ing. Rossi (responsabile acquedotto ovest Campania) ha però spiegato che la ridondanza (cioè l'acqua invasata artificialmente) permette di superare le sistematiche crisi idriche. Inoltre ha tenuto a sottolineare come la gestione privata dell'acquedotto ha permesso di ridurre le perdite dal 15% al solo 2,5%, percentuale ritenuta assolutamente fisiologica. La privatizzazione ha fatto si che nell'anno passato solo 2 sono stati gli interventi di emergenza. Lo stesso Rossi ha affermato: "Si pensi che molti acquedotti - riferendosi a quelli non privatizzati - vengono gestiti solo nelle emergenze".

Subito il commento del prof. Dadeppo che ha ricordato come spesso si sia fatto ricorso ad enormi dati percentuali sulle perdite che hanno causato l'appellativo di "colabrodo" alle reti acquedottistiche italiane. Di frequente, nello stesso convegno, si sono infatti citate le punte di oltre il 50% di perdite. Il prof. Dadeppo ha invece voluto precisare che bisogna necessariamente distinguere tra acqua persa e acqua non fatturata, quella dove cioè il gestore "non prende quattrini". A detta del docente è necessario smetterla con questi catastrofismi.

Inaspettata l'affermazione dell'ing. Martini: "Le Autorità di Bacino non sono autorità ma agenzie di programmazione".

Da ricordare che è stata accolta la proposta del preside Di Natale per la condivisione dei risultati dello studio sulla distrettualizzazione delle reti: alcuni docenti hanno espresso, infatti, l'intenzione di impiegare l'impianto sperimentale di Monteruscello.

lunedì, 03 settembre 2007

Progetto "Ethicamente"

Il Sottosegretario Nando dalla Chiesa, promotore del Progetto "Ethicamente", per la formazione della cultura della legalità e dell'etica pubblica nell'ambito della formazione universitaria, segnala il volume "Etica per ingegneri",di Rafael Escolà e Josè Ignacio Murillo, - Casa Editrice Mazziana- , la cui divulgazione ritiene utile alle finalità stesse del progetto. Su iniziativa del Collegio Universitario Don Nicola Mazza, il libro è stato proposto agli studenti del corso "Etica e professioni dell'ingegneria", istituito da cinque anni presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Padova, quale strumento scientificamente rigoroso, capace di rispettare il requisito della pluralità delle competenze. La prima parte del volume è dedicata ai principi e ai presupposti dell'etica professionale; seguono nella seconda e terza parte rispettivamente gli aspetti e le diverse forme di lavoro degli ingegneri; nella quarta parte sono analizzate le qualità necessarie o utili di questo professionista, mentre la quinta parte del volume è dedicata alla casistica. Il progetto nazionale "Ethicamente", presentato il 27 marzo 2007 presso l'Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Palermo, è un'iniziativa voluta dal ministero e rivolta alla promozione della cultura della legalità e dell'etica delle professioni nell'ambito della formazione universitaria, per offrire al Paese più alti livelli di legalità ed etica pubblica.

Nuova Riforma dei Piani di Studio

Roma, 27 luglio 2007 Università: Linee guida per l'Istituzione dei corsi di studio di lauree e lauree magistrali È stato emanato dal Ministro dell'Università e della Ricerca, On. Fabio Mussi, il decreto che reca le linee guida per l'istituzione e l'attuazione dei corsi di studio di lauree e lauree magistrali. Si tratta dell'atto di indirizzo che dà il via alla riprogettazione integrale di tutti i corsi di laurea di primo e di secondo livello, tra il 2008 e il 2010. Infatti dal 2008 il numero degli esami per le lauree triennali e per quelle magistrali non potrà superare un tetto prestabilito e la metà delle docenze dei corsi dovrà essere appannaggio di professori o ricercatori di ruolo. Sono alcune delle novità contenute nei decreti varati dal ministro dell’Università Fabio Mussi che ridisegnano i corsi di laurea triennale e magistrale. Le novità faranno il loro ingresso negli atenei a partire dall’anno accademico 2008-2009 e dal 2010 le regole diventeranno obbligatorie per tutti. Per le lauree triennali, dunque, sono previsti al massimo 20 esami, per un massimo di 180 crediti, mentre per le lauree magistrali sono previsti al massimo 12 esami, per un totale massimo di 120 crediti. Ogni credito formativo corrisponde a 25 ore di impegno dello studente. Nelle lauree magistrali a ciclo unico, di durata normale di 5 o 6 anni, il numero massimo degli esami è fissato, rispettivamente, in 30 e 36. Le università sono obbligate a eliminare la frammentazione didattica che ha caratterizzato gli ultimi anni con una proliferazione abnorme di cattedre e una moltiplicazione sorprendente di esami. Novità anche sul fronte dei crediti formativi riconoscibili per le conoscenze e le abilità professionali che non potranno superare il limite di 60 crediti per le lauree triennali e di 40 per quelle magistrali. L’attribuzione sarà fatta ad personam, in base al proprio curriculum personale e non per classi professionali. Gli studenti avranno poi maggiore facilità nel trasferimento da un’università all’altra o da un corso di laurea all’altro in quanto verrà loro garantito almeno il riconoscimento della metà dei crediti. Solo per gli studenti iscritti a università telematiche il riconoscimento degli esami sarà a discrezione della nuova università scelta, a meno che il corso di provenienza sia accreditato ai sensi del regolamento ministeriale contenuto nella legge 286/2006. Il numero delle «classi» di laurea triennale resta 43, mentre le magistrali scendono da 104 a 94. Possibile, però, la creazione di corsi interdisciplinari «biclassi». Non potranno, invece, essere istituiti corsi di laurea magistrale se le attività formative non si differenziano di almeno 30 crediti, mentre per le lauree triennali la differenza deve essere di almeno 40 crediti.

martedì, 24 luglio 2007

Quanto consuma una guerra?

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Un aereo da caccia tipo F-15E Strike Eagle o F16 Falcon consuma circa 16.200 litri/ora. Un carro armato Abrams M1 ha bisogno di 450 litri per fare 100 chilometri.

Luca Mercalli (Società Meteorologica Italiana)
17 agosto 2004

Continua...

lunedì, 23 luglio 2007

Quanto costa la guerra in Iraq

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Su questo sito è riportata una attendibile stima dei costi statunitensi per la guerra in Iraq (naturalmente lievitano istante per istante).

http://costofwar.com/

Tuttavia, secondo il premio nobel per l'economia Joseph Stiglitz, non sono omnicontemplativi.

Continua...

sabato, 21 luglio 2007

Le conclusioni traetele voi

DA WIKIPEDIA

ECHELON (in italiano si tradurrebbe con scaglione) è il nome di un sistema di sorveglianza globale attuata da parte di alcuni stati, creato durante la Guerra fredda. È gestito da Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Canada e Nuova Zelanda.
L'infrastruttura spaziale è stata insediata ad inizio negli anni sessanta con la messa in orbita di un gran numero di satelliti spia ognuno dei quali ha il nome di una differente generazione tecnologica corrispondente ad una cosiddetta costellazione: ne sono alcuni esempi Ferret, Canyon, Rhyolite e Aquacade.
Responsabile di questi progetti era la National Security Agency (NSA), la maggiore agenzia di intelligence americana che agiva in collaborazione con la CIA e la supersegreta National Reconnaissance Office (NRO).
Negli anni novanta sono stati approntati dei sistemi tecnologicamente più evoluti, ovvero i satelliti spia di classe Trumpet, La Crosse, KH11, Mercury e Mentor.
I centri elaborazione dati terrestri si trovano a Menwith Hill (Gran Bretagna) ed a Pine Gap (Australia). Il controllo esecutivo degli insediamenti è gestito dagli Stati Uniti.
ECHELON utilizza le intercettazioni dei cavi sottomarini del genere Aquacade e Magnum per controllare tramite i suoi più importanti centri di invio le trasmissioni di Internet, in particolare lo smistamento di messaggi e-mail.
Data l'enorme mole di dati sorvegliata, impossibile da analizzare a mano, viene utilizzo un sistema di intercettazione dei messaggi sospetti (inviati via e-mail, telefono, fax ecc.) basato sull'identificazione di parole chiave e loro varianti, in grado anche di rintracciare l'impronta vocale di un individuo.
Non si sa molto su come funzioni il meccanismo e di quali coperture goda: quello che è certo è che nel 1997, in seguito al processo di due ragazze pacifiste, in alcuni documenti e testimonianze la British Telecom ha fatto sapere che tre linee a fibre ottiche (con la capacità di centomila chiamate simultanee ciascuna), passavano per il nodo di Menwith Hill.
Su ECHELON sono state sollevate, negli anni, numerose interpellanze al Parlamento Europeo, il quale ha aperto una commissione temporanea sul caso.
In passato si è sospettato che il sistema possa essere stato sfruttato anche per scopi illeciti, quali spionaggio industriale a favore delle Nazioni che lo controllano, a discapito delle aziende di altri Paesi anche se a loro volta aderenti alla NATO.
Non è stato mai confermato un coinvolgimento in ECHELON della base USA di Gioia del Colle, nota per le vicende legate alla cosiddetta strage di Ustica.
Praticamente certo è invece il coinvolgimento della base USAF, in realtà controllata dalla CIA, a San Vito dei Normanni presso Brindisi, non più operativa dal 1994. Nella zona erano visibili fino a fine anni novanta la struttura delle antenne adoperate, molto simile a quella presente presso la base navale di Rota, in Spagna.
 La base di San Vito Air Station era diventata operativa durante la prima metà degli anni sessanta con un raggio utile di intercettazione delle comunicazioni radio di circa 1500 miglia.
Dieci anni dopo la chiusura della base brindisina, nel 2004, è stata chiusa invece la base tedesca di Bad Aibling.

DAL SITO DELL'ENEL

ENEL ED ECHELON FINALIZZATO ACCORDO PER COLLEGARE IN RETE 27 MILIONI DI CASE ITALIANE ATTRAVERSO LA TECNOLOGIA LONWORKS
Roma – 30 giugno 2000 – Echelon Corporation (NASDAQ: ELON), leader nella connessione in rete degli apparati di uso comune ed ENEL S.p.A. (NYSE: EN; Milano: ENEL), la principale società elettrica del mondo quotata in borsa, hanno finalizzato oggi l’accordo di ricerca e sviluppo in base al quale ENEL e ECHELON collaboreranno per integrare il sistema LonWorks® di Echelon nel progetto di misurazione a distanza elaborato da ENEL e denominato “Contatore Elettronico”. Mediante questo progetto, Enel intende fornire a circa 27 milioni di famiglie (con un programma di installazione di tre anni) nuovi contatori digitali, che potranno essere integrati in una completa infrastruttura domestica di rete. Il progetto di Contatore Elettronico consentirà ad Enel di offrire ai propri clienti un servizio di misurazione elettrica più preciso e puntuale con profili tariffari innovativi (soggetti all’approvazione dell’autorità di regolazione) che potranno consentire risparmi energetici; inoltre, il progetto potrà consentire la offerta di servizi a valore aggiunto. La piattaforma introdotta con il Contatore Elettronico di ENEL rappresenterà un sistema aperto che consentirà ad altri operatori di fornire i propri servizi a valore aggiunto. L’accordo fa seguito ad un Memorandum of Understanding firmato in precedenza dalle due
società. Enel ha inoltre sottoscritto un accordo per l’acquisto di 3 milioni di azioni Echelon di nuova emissione per un valore da calcolarsi sul prezzo medio di vendita precedente alla data di effettivo acquisto della partecipazione (nell’ambito, peraltro, di un prezzo minimo di 87,3 milioni di dollari ed un massimo di 130,9 milioni). Nel contratto di acquisto delle azioni è stato concordato che ENEL dovrà mantenere la proprietà azionaria per un minimo di tre anni; comunque, qualora l’accordo di Ricerca e Sviluppo fosse risolto per grave inadempimento di Echelon, ENEL potrà vendere la propria partecipazione a trenta giorni dall’annuncio della risoluzione. ENEL avrà il diritto ad un posto nel Consiglio di Amministrazione di Echelon.

giovedì, 19 luglio 2007

e.nel

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mercoledì, 18 luglio 2007

Rifiuto il Rifiuto

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RD ovvero Ragiona e Decidi

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venerdì, 13 luglio 2007

Forse non tutti sanno che...

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L'Italia è il paese col più alto consumo di acqua minerale imbottigliata al mondo.

giovedì, 12 luglio 2007

Forse non tutti sanno che...

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Uno studio dello Wuppertal Institute ha evidenziato come uno yogurt prima di arrivare sulle nostre tavole percorre 1500 Km: considerando complessivamente il viaggio del latte, del vasetto, il coperchietto di alluminio e il cartoncino con cui vengono messi insieme due vasetti si arriva a 8000 km. Oltre i km necessari per il trasporti in dicarica.

mercoledì, 11 luglio 2007

Forse non tutti sanno che...

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Il costo della TAV in Italia è il più alto del mondo: 37.000.000 di euro al km.

Forse non tutti sanno che...

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L'italia è il primo importatore di energia elettrica del mondo.

Forse non tutti sanno che...

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L'Italia ha il prezzo dell'energia secondo solo alla Danimarca, che è però il paese che impiega più energia rinnovabile al mondo.

Forse non tutti sanno che...

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L'Italia è il paese col più alto consumo pro capite di cemento al mondo.

Forse non tutti sanno che...

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Ogni secondo, in Italia, è ricoperto un metro quadrato di suolo.

Forse non tutti sanno che...

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A Brescia inceneriscono, pardon, termovalorizzano rifiuti per non fare la fine della Campania che manda i rifiuti in Germania. Forse non tutti sanno che la Campania ha mandato i rifiuti in Germania solo per pochi mesi nel 2004, per via ferroviaria. L'impianto bresciano, esistente da 9 anni, fin dal primo giorno manda le ceneri tossiche derivanti dalla combustione proprio in Germania, con due o tre camion al giorno.

Forse non tutti sanno che...

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La mafia ha un fatturato da 200 milioni di euro al giorno. Ovvero un fatturato di 75 miliardi di euro all'anno, pari a quello dell'Eni, a quello della Fiat e dell'Enel messi insieme, dieci volte maggiore di quello della Telecom.

Forse non tutti sanno che...

L'Italia è il paese più bello al mondo.

Le donne mancanti

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Si sono fatte guerre per l'oro giallo. Si fanno guerre per l'oro nero. Si dice che si farà guerra per l'oro blu. State tranquilli: niente di tutto questo.

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martedì, 10 luglio 2007

Ci beviamo tutto

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Siete ancora convinti che l'acqua scade?

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Coca Cola, e sai cosa bevi

Bevi la Coca Cola
che ti fa bene
bevi la Coca Cola
che ti fa digerire
con tutte quelle
tutte quelle bollicine
CocaCola si
CocaCola a me mi fa morire (hai visto? anche Vasco lo dice!!!)
CocaCola si
CocaCola a me
mi fa impazzire (incredibile!)
con tutte quelle
tutte quelle bollicine

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Cosa abbiamo imparato dal passato?

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"Nell'incredibile confusione di quella notte, qualcuno, e ancora oggi non si sa esattamente chi sia stato, dette l'ordine ai soldati di ritirarsi e, tra lacrime ed abbracci, migliaia di persone dall'est e dall'ovest, scavalcando il muro, si incontravano per la prima volta dopo 29 anni."

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lunedì, 09 luglio 2007

Inceneritori

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La Corte di giustizia europea ha condannato l'Italia per l'inceneritore di Brescia, gestito dall'Asm. La causa e' il mancato eseguimento della valutazione d'impatto ambientale prima dell'attivazione nel dicembre 2003 della 'terza linea', realizzata in via retroattiva solo nel 2004 dopo l'intervento della Commissione europea. Condanna anche per la mancata pubblicazione della comunicazione di inizio attivita' della stessa 'terza linea'. I giudici hanno ribadito che i cittadini devono essere sempre informati in merito alle domande di nuove autorizzazioni per gli inceneritori "al fine di consentire al pubblico di esprimere le proprie osservazioni prima della decisione dell'autorita' competente".

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sabato, 07 luglio 2007

Il Mago del Pezzotto

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sabato, 30 giugno 2007

A Napoli tutto bene

La lettera più bella del mondo

venerdì, 29 giugno 2007

Totò - Dormite, borghesi pantofolai

Totò truffa: La fontana di Trevi

giovedì, 28 giugno 2007

Massimo Troisi - San Gennaro


Scusate il ritardo

Massimo Troisi documentario