Il Mago del Pezzotto

80e5e7bb7799bc8f319e3fe72e3c7db6.jpg

Navigando nel sito dell’Ikea è possibile imbattersi, nella descrizione prodotti, in una parola quantomai particolare, che esprime subito un nonsochè di simpatico: il pezzotto. L’Ikea non ha fatto altro che produrre un “pezzotto” del pezzotto valtellinese, una tipico tappeto che trae origine dall’antica esigenza di sfruttare tutte le pezze di scarto per fare coperte da letto, imballi per il fieno, sacchi per riporvi il grano saraceno e coperte per gli animali, con l’utilizzo degli antichi telai in legno che quasi tutte le famiglie avevano per fare la “tela”. Nulla da dire, dunque, sulla utilità del pezzotto valtellinese (e del pezzotto in genere, se fatto bene) e sull’altissima efficienza (alto rapporto tra prestazioni e costo di produzione). Il pezzotto dell’Ikea è uno spesso tappeto a quadri per il bagno o la cucina.Una rielaborazione della parola è stata proposta a partire sin dai primi decenni del secolo scorso dai salotti delle officine meccaniche del napoletano, per indicare una procedura di riparazione o un pezzo di ricambio non consigliati dalla casa costruttrice, che possono essere rifilati ad incosapevoli e distratti clienti (i quali esclameranno al momento della scoperta: “è nu’ pezzotto!”) oppure esplicitamente richiesti dagli stessi clienti (una sorta di pezzotto consensuale) per evitare spese eccessive per una automobile che vale non tanto più del pezzo di ricambio originale.L’ingegnere, oggi come sempre, è costretto ad esercitare la professione di “mago del pezzotto”. Per utilizzare una espressione più italiana, è un esperto del mettere una pezza a colori.Uno scienziato è felice di trovare un problema inrisolvibile, e tanto più complicato è il problema, tanto più sarà famoso. Un ingegnere deve risolvere un problema (non che si è scelto lui ma che gli propone la collettività) con ogni mezzo; e lo fa operando, magari con “savoir faire”, eleganza e professionalità, il pezzotto. Cioè mette delle pezze, che possono essere opere, interventi, applicazioni di tecnologie avanzate, per tamponare un problema. Come sempre il problema che la società (la classe politica essenzialmente) gli chiede di risolvere è sempre l’EFFETTO di una CAUSA più grande, talmente grande da sembrare invisibile ai nostri piccoli occhi. E’ da questo che nasce il pezzotto. Finchè si opera sugli effetti e mai sulle cause, inevitabilmente si opera un pezzotto, proprio inteso come qualcosa di provvisorio, di marginale, del tipo “fin che va, va”. Attenzione, la professionalità non è messa in discussione, perchè anche per operare un pezzotto ci vuole arte ovvero c’è pezzotto e pezzotto. Quando andiamo dal medico per problemi di allergia, ci fidiamo della sua professionalità nel prescrivere l’opportuna pastiglietta antistaminica, ma nulla gli chiediamo circa il perchè delle allergie venute fuori negli ultimi 20 anni (a proposito: il disastro di Chernobyl quando è avvenuto?). Bene: la pastiglia è un pezzotto, che opera, più o meno bene, sugli effetti di una causa scatenante. Ma mi chiedo: c’è qualcuno che si interessa a queste cause scatenanti? Se è giusto operare per arginare un problema, quanto è più giusto operare sulle cause strutturali di degrado? Fin quando spenderemo soldi per non risolvere mai cause di problemi? Nel frattempo, Buon pezzotto a Tutti!

Il Mago del Pezzottoultima modifica: 2007-07-07T16:50:00+02:00da ambter
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento